Se alzare il braccio lateralmente ti provoca un dolore acuto tra i 60 e i 120 gradi, potresti avere un impingement della spalla, chiamato anche conflitto subacromiale. È una delle cause più comuni di dolore alla spalla negli adulti attivi, rappresentando circa il 30-40% di tutti i casi. La buona notizia? Oltre l’80% dei pazienti guarisce completamente con fisioterapia mirata e terapie conservative, senza bisogno di intervento chirurgico.
L’impingement è un conflitto meccanico che si crea nello spazio subacromiale, dove i tendini della cuffia dei rotatori vengono “pizzicati” tra l’omero e l’acromion durante il movimento del braccio. Questo provoca infiammazione, dolore e limitazione funzionale che peggiorano progressivamente se non trattati. In questo articolo scoprirai cos’è esattamente il conflitto subacromiale, come riconoscerlo con test semplici, quali trattamenti funzionano davvero e quanto tempo serve per recuperare completamente.
Cos’è l’impingement della spalla e perché si chiama “conflitto subacromiale”
L’impingement della spalla è un conflitto meccanico che avviene nello spazio subacromiale, l’area compresa tra l’acromion (la parte superiore della scapola) e la testa dell’omero. In condizioni normali, questo spazio misura circa 7-14 millimetri e permette ai tendini della cuffia dei rotatori e alla borsa subacromiale di scivolare liberamente durante i movimenti del braccio.
Quando questo spazio si riduce o quando i tendini si ispessiscono per infiammazione, si crea un “conflitto” durante l’elevazione del braccio. I tendini (soprattutto il sovraspinato) vengono compressi contro l’acromion, provocando infiammazione, dolore e nel tempo possibile degenerazione del tendine stesso.
Esistono due tipi principali di impingement. L’impingement esterno (o subacromiale) è il più comune e coinvolge la compressione dei tendini tra acromion e omero. L’impingement interno è meno frequente, tipico dei lanciatori, e riguarda la compressione dei tendini contro la parte posteriore della glenoide durante movimenti estremi del braccio.
Sintomi dell’impingement: l’arco doloroso che non mente
Il sintomo più caratteristico dell’impingement della spalla è l’arco doloroso. Quando alzi il braccio lateralmente, il dolore compare tipicamente tra i 60 e i 120 gradi di elevazione, per poi diminuire o scomparire superati i 120 gradi. Questo succede perché proprio in quell’arco di movimento lo spazio subacromiale è al minimo e la compressione dei tendini è massima.
Altri sintomi frequenti includono dolore nella parte laterale e anteriore della spalla che peggiora alzando il braccio sopra la testa, difficoltà a dormire sul lato interessato (il dolore notturno peggiora con la compressione), debolezza nei movimenti overhead come pettinarsi o prendere oggetti da scaffali alti, e sensazione di “pizzico” o blocco durante certi movimenti.
Test pratico di auto-valutazione: Alza il braccio lateralmente lentamente fino a 180 gradi. Se avverti dolore intenso tra 60 e 120 gradi che poi diminuisce, è fortemente indicativo di impingement. Prova anche a portare il braccio verso l’interno davanti al petto: se questo movimento provoca dolore anteriore alla spalla, conferma ulteriormente il sospetto.
Test diagnostici professionali: Neer e Hawkins-Kennedy
I fisioterapisti e gli ortopedici utilizzano test clinici specifici per diagnosticare l’impingement della spalla. I due test più affidabili sono il test di Neer e il test di Hawkins-Kennedy.
Il test di Neer prevede l’elevazione passiva del braccio in avanti con intrarotazione. Il professionista solleva il tuo braccio completamente esteso verso l’alto mentre ruota leggermente la mano verso l’interno. Il test è positivo se compare dolore nella parte anteriore della spalla, indicando compressione del tendine del sovraspinato contro l’acromion anteriore.
Il test di Hawkins-Kennedy si esegue con braccio a 90 gradi in avanti e gomito piegato a 90 gradi, poi il professionista ruota la mano verso il basso (intrarotazione forzata). Dolore anteriore alla spalla indica impingement del sovraspinato contro il legamento coraco-acromiale.
Quando uno o entrambi i test sono positivi, insieme ai sintomi clinici, la diagnosi di impingement è molto probabile. Gli esami strumentali come ecografia o risonanza magnetica servono per valutare lo stato dei tendini (ispessimento, degenerazione, lesioni parziali), la presenza di calcificazioni, o alterazioni ossee dell’acromion. La radiografia può evidenziare speroni ossei o la forma dell’acromion che predispone al conflitto.
Cause dell’impingement: chi rischia di più
L’impingement della spalla ha origini multifattoriali. Gli sport overhead sono la causa più frequente nei giovani adulti: nuotatori, pallavolisti, tennisti, giocatori di baseball e lanciatori ripetono migliaia di movimenti sopra la testa, causando microtraumi ripetuti che ispessiscono i tendini e riducono lo spazio subacromiale.
Le alterazioni posturali giocano un ruolo chiave. Spalle anteriorizzate, cifosi dorsale e perdita della normale curvatura scapolare modificano la biomeccanica della spalla, riducendo lo spazio disponibile. Chi lavora molte ore al computer spesso sviluppa questa postura alterata che predispone all’impingement.
La debolezza dei muscoli stabilizzatori della scapola (trapezio medio e inferiore, dentato anteriore) compromette il corretto ritmo scapolo-omerale. Durante l’elevazione del braccio, la scapola deve ruotare correttamente per mantenere lo spazio subacromiale. Se i muscoli sono deboli, la scapola non ruota adeguatamente e lo spazio si riduce, favorendo il conflitto.
Lavori che richiedono movimenti ripetitivi overhead (imbianchini, elettricisti, operai edili) espongono a sovraccarico cronico. Anche l’età gioca un ruolo: dopo i 40 anni i tendini perdono elasticità e sono più suscettibili a infiammazione e degenerazione. Infine, alcune persone nascono con acromion di forma particolare (tipo II uncino o tipo III curvo) che riduce anatomicamente lo spazio subacromiale.
Trattamenti conservativi: fisioterapia e terapie fisiche
La fisioterapia è il trattamento di prima scelta per l’impingement della spalla e risolve l’80-85% dei casi senza bisogno di chirurgia. Il programma riabilitativo si sviluppa in fasi progressive.
Nella fase acuta (prime 2-3 settimane) l’obiettivo è ridurre dolore e infiammazione. Si utilizzano terapie fisiche come Human Tecar per effetto antinfiammatorio profondo, laser ad alta potenza per biostimolazione tessutale, e onde d’urto focali nei casi con ispessimento tendineo significativo. Gli antinfiammatori orali (FANS) possono essere utili per 7-10 giorni, sempre sotto controllo medico.
La fase subacuta (settimane 3-8) introduce esercizi terapeutici specifici. Il rinforzo eccentrico dei rotatori esterni è fondamentale per stabilizzare la testa dell’omero e ridurre la compressione. Gli esercizi di rinforzo dei muscoli scapolari (trapezio medio, trapezio inferiore, dentato anteriore) correggono la biomeccanica scapolare e aumentano lo spazio subacromiale. Lo stretching della capsula posteriore è essenziale perché la rigidità posteriore spinge la testa dell’omero verso l’alto, riducendo lo spazio.
Nei casi resistenti alle terapie conservative, dopo almeno 6-8 settimane di fisioterapia senza miglioramento, si può considerare un’infiltrazione di cortisone nello spazio subacromiale. L’infiltrazione riduce l’infiammazione acuta e permette di proseguire la riabilitazione con meno dolore. Non deve essere ripetuta più di 2-3 volte l’anno per evitare degenerazione tendinea.
L’intervento chirurgico (acromioplastica artroscopica) è riservato ai casi che non rispondono a 6 mesi di trattamento conservativo intensivo. L’operazione rimuove una piccola porzione di acromion per aumentare lo spazio subacromiale. Rappresenta meno del 10% dei casi di impingement diagnosticati.
Tempi di recupero dell’impingement spalla
I tempi di guarigione dall’impingement della spalla variano in base alla gravità e alla cronicità del problema. Un impingement lieve, diagnosticato precocemente e trattato subito, guarisce in 4-8 settimane con fisioterapia mirata e riduzione delle attività provocative.
Un impingement moderato, presente da alcuni mesi con infiammazione significativa dei tendini, richiede tipicamente 8-12 settimane di riabilitazione strutturata. In questa fase è importante la compliance del paziente nell’eseguire gli esercizi prescritti quotidianamente.
I casi cronici, con impingement presente da oltre 6 mesi, degenerazione tendinea e alterazioni posturali consolidate, possono richiedere 3-6 mesi per recupero completo. Questi pazienti necessitano di programma riabilitativo più lungo che include correzione posturale globale.
Diversi fattori influenzano i tempi di recupero. L’età gioca un ruolo: pazienti sotto i 40 anni recuperano più velocemente grazie a migliore vascolarizzazione tendinea. La compliance agli esercizi è determinante: chi esegue il programma domiciliare quotidianamente guarisce molto più velocemente. Il livello di attività sportiva condiziona i tempi: un atleta professionista ha pressione per rientrare rapidamente ma rischia ricadute se affretta il recupero.
Esercizi per impingement spalla: cosa fare e cosa evitare
Gli esercizi terapeutici sono la chiave per risolvere l’impingement, ma devono essere progressivi e personalizzati. Nella fase iniziale (prime 2-3 settimane) si eseguono esercizi di rinforzo isometrico dei rotatori esterni con elastico o contro resistenza manuale, senza muovere il braccio. Il pendolo di Codman aiuta a mantenere la mobilità senza sovraccaricare: busto flesso a 90 gradi, braccio che penzola, si eseguono piccoli cerchi lasciando il peso del braccio creare il movimento.
La fase intermedia (settimane 3-8) introduce rinforzo concentrico-eccentrico dei rotatori. Rotazione esterna con elastico a gomito flesso, controllando lentamente il ritorno. Elevazione scapolare (scrollate) per trapezio superiore. L’esercizio “W” per trapezio medio: sdraiati a pancia in giù, braccia a W, sollevare i gomiti contraendo le scapole. Stretching capsula posteriore è fondamentale: braccio portato trasversalmente davanti al petto, tirato delicatamente con l’altra mano per 30 secondi.
Esercizi da EVITARE in fase acuta: trazioni alla sbarra o lat machine (compressione eccessiva), military press o alzate laterali con peso sopra i 90 gradi (massima compressione subacromiale), dip alle parallele (anteriorizzazione omero), panca piana con gomiti larghi (stress anteriore spalla). Questi esercizi possono essere reintrodotti gradualmente solo dopo risoluzione completa dei sintomi e con tecnica corretta.
La progressione deve essere graduale: iniziare con elastici leggeri, aumentare resistenza solo quando gli esercizi diventano facili senza dolore, passare ai pesi liberi solo in fase avanzata dopo almeno 6-8 settimane.
Domande frequenti sull’impingement della spalla
L’impingement della spalla può guarire da solo senza trattamento? Raramente. Se il conflitto meccanico e le alterazioni biomeccaniche non vengono corretti, il problema tende a cronicizzare. La riduzione spontanea del dolore può avvenire se si evitano completamente i movimenti overhead, ma i tendini continuano a subire microtraumi e possono degenerare fino a lesioni parziali o complete. La fisioterapia è essenziale per correggere le cause biomeccaniche e permettere guarigione completa.
Posso continuare a fare sport con impingement alla spalla? Dipende dalla gravità e dal tipo di sport. Sport che non richiedono movimenti overhead (corsa, ciclismo, camminate) possono essere continuati. Sport overhead (nuoto, pallavolo, tennis) vanno sospesi nella fase acuta per almeno 3-4 settimane. Il rientro deve essere graduale: prima tecnica senza intensità, poi aumento progressivo del carico. Continuare a praticare sport overhead durante la fase acuta aggrava il problema e allunga i tempi di recupero.
Quanto tempo devo aspettare prima di tornare in palestra dopo impingement? Per esercizi che non coinvolgono la spalla (gambe, addominali, cardio), puoi riprendere appena il dolore lo permette. Per esercizi parte alta del corpo, attendere almeno 4-6 settimane dall’inizio del trattamento fisioterapico e assenza di dolore nei gesti quotidiani. Reintrodurre gradualmente esercizi come piegamenti a terra con mani elevate, poi panca piana con arco ridotto e peso leggero. Evitare military press e alzate laterali sopra i 90 gradi fino a completa guarigione (8-12 settimane).
Le infiltrazioni di cortisone sono pericolose per i tendini della spalla? Le infiltrazioni di cortisone, se eseguite correttamente e non ripetute troppo frequentemente (massimo 2-3 l’anno), sono sicure e possono dare sollievo rapido. Infiltrazioni ripetute oltre 3-4 volte l’anno possono indebolire i tendini e favorire lesioni. L’infiltrazione non è una cura definitiva ma uno strumento per ridurre l’infiammazione acuta e permettere la fisioterapia. Deve sempre essere associata a riabilitazione per correggere le cause biomeccaniche.
Devo fare la risonanza magnetica se ho impingement della spalla? Non sempre. La diagnosi di impingement è principalmente clinica (sintomi + test Neer e Hawkins positivi). La risonanza magnetica è indicata se: i sintomi non migliorano dopo 6-8 settimane di fisioterapia corretta, c’è sospetto di lesione della cuffia dei rotatori (debolezza marcata, impossibilità a sollevare il braccio), si valuta l’indicazione chirurgica, c’è dolore notturno intenso che non risponde ai trattamenti. L’ecografia è spesso sufficiente per valutare lo stato dei tendini ed è meno costosa.
Fisiotesta: il Centro specializzato per l’impingement della spalla a Napoli
Il trattamento dell’impingement della spalla richiede competenza specifica nella valutazione biomeccanica e nella riabilitazione della spalla. Presso Fisiotesta a Napoli, il Dr. Giovanni Testa e il suo team, con oltre 15 anni di esperienza nel trattamento delle patologie della spalla, utilizzano un approccio integrato che combina valutazione funzionale accurata, terapie fisiche d’avanguardia come Human Tecar e onde d’urto focali, ed esercizi terapeutici personalizzati basati sulle più recenti evidenze scientifiche.
Il Centro dispone di tecnologie all’avanguardia per il trattamento conservativo dell’impingement: Human Tecar per riduzione rapida dell’infiammazione profonda, laser ad alta potenza per biostimolazione tendinea, onde d’urto focali per trattamento di ispessimenti e calcificazioni, analisi posturale computerizzata per identificare alterazioni biomeccaniche predisponenti.
Fisiotesta è certificato Top Physio Network e collabora con strutture d’eccellenza come Villa Stuart di Roma per i casi che richiedono consulenza ortopedica specialistica. Se soffri di dolore alla spalla con arco doloroso e limitazione nei movimenti overhead, non aspettare che il problema cronicizzi: prenota una valutazione specialistica e inizia il percorso verso il recupero completo della funzionalità della tua spalla.

